Perché le case prefabbricate saranno le abitazioni del post covid

Come esperta di property management, so bene che la crisi generata dal covid ha colpito anche il settore e il mercato immobiliare.

Spesso ci si sofferma ad analizzare l’andamento dei prezzi e del valore degli immobili, ma c’è anche un segmento che si sta ritagliando una fetta sempre più importante del mercato. idealista/news ha raccolto il parere di due tra le aziende più importanti nell’edilizia modulare  per capire quali sono stati gli effetti del coronavirus sulle case prefabbricate.

 L’emergenza coronavirus e il lockdown che ne è conseguito, potrebbero rappresentare addirittura un’opportunità per accendere i riflettori sui punti di forza di queste abitazioni: comfort interno, salubrità, efficienza energetica.

Restare chiusi in casa, durante il lockdown, innegabilmente ha fatto riconsiderare le priorità e le necessità degli spazi domestici; il di dover rimanere chiusi in casa a svolgere contemporaneamente  varie funzioni che solitamente avvengono in altri ambiti ha fatto acquisire maggior consapevolezza sull’importanza non solo degli spazi domestici, ma anche della qualità degli stessi. Mi riferisco al comfort indoor, sia bioclimatico che acustico, ma anche alla salubrità dell’aria che respiriamo dentro casa”.

Questi aspetti vanno sommati ad ulteriori vantaggi che una casa prefabbricata è in grado di garanti, cioè“ridotti tempi di realizzazione, certezza del budget, reale garanzia sulla qualità costruttiva, il risparmio energetico, l’eco sostenibilità e l’aumento del valore nel tempo”.

Credo che il futuro sia rappresentato dalla prefabbricazione a secco e da edifici in grado di ottenere prestazioni energetiche in grado di soddisfare alti standard di efficienza, tanto da immaginare che entro 10 anni saranno i sistemi di produzione prevalenti sul mercato”.

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